sabato 8 gennaio 2011

Biblioterapia e cultura


Lo strumento "Biblioterapia" può essere efficace solo se le persone sanno e vogliono avvicinarsi al mondo dei libri. Mi rendo sempre più conto che la diffusione della Biblioterapia è così ridotto nel nostro paese anche per la scarsa voglia di leggere che dilaga. Che fare? Tra le attività che dovrebbero essere maggiormente sviluppate c'è senz'altro promuovere nei genitori le modalità e il desiderio di leggere ai propri figli. Raccontare favole, leggere insieme guardando le figure, recitare in modo espressivo un testo, maneggiare questo strumento millenario che è il libro crea nel bambino un imprintig, un segno nella sua mente che rimarrà per tutta la vita. Non importa se con il tempo le abitudini del mondo moderno ridurranno o annulleranno la sua voglia di libri. E' come andare in bicicletta: una volta che hai imparato puoi non usarla per anni, ma quando vorrai, sarai in grado di adoperarla ancora. E poi, se vogliamo analizzare meglio i fatti, il problema vero non è che i giovani si accostano poco alla lettura. La dura realtà è che gli adulti, che dovrebbero dare l'esempio, sono i primi a non amare i libri. E i tagli alla cultura sempre più gravosi impediscono che gli adulti possano tornare alla letteratura, al teatro, alla musica. Tutto è perduto dunque? No, ma credo che a volte bisogna fare un passo indietro e dedicarsi, oltre che alla Biblioterapia, anche alla promozione della lettura e della letteratura. Con quali mezzi? Cominciamo a parlare di più di libri con i nostri amici, cerchiamo di creare momenti insieme per leggere ad alta voce, scriviamo più spesso biglietti di auguri con frasi tratte da libri, regaliamo libri anzichè oggetti che andranno buttati. In fondo, chi ben comincia è a metà dell'opera!

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