giovedì 22 giugno 2017

Un giorno questo dolore ti sarà utile (9-)

02/05/2012

Un giorno questo dolore ti sarà utile è il titolo del libro di Peter Cameron che ho incontrato e che mi sono portato a casa quasi per caso. Tra due che potevo acquistare, ne avevo tre tra le mani e la scelta è stata dettata dal budget a mia disposizione. Ma quel titolo, tanto evocativo e affascinante, ha fatto in modo che lo leggessi appena giunto a casa. Davvero bello! Una prosa moderna, coinvolgente, forse troppo veloce, eppure profonda e ricca di riflessioni. Nel protagonista, un diciottenne alle prese con le difficoltà dell'età e qualche problema che lo fa classificare tra i disadattati nella società moderna, ognuno di noi può trovare qualcosa di sé. E se i tanti adulti del libro fanno una pessima figura, c'è una nonna che, con la sua saggezza sa aiutare molto più di genitori e specialisti. 

Vietato ai poco elastici di mente e ai bigotti.

mercoledì 21 giugno 2017

La scomoda verità sulla lettura

09/03/2012

L'opinione riguardo ai lettori non cambia. Leggete l'articolo qui, tratto dal corriere.it. Ne esce un quadro catastrofico in cui trovo punti d'accordo, ma molti altri assolutamente non li condivido. Mi viene da sorridere quando qualcuno, magari di gran cultura, fa le pulci (si dice così?) su chi non è alla loro altezza, o non sono al livello del passato, in cui si leggeva di più, meglio, e avanti di questo passo. E la scuola? Perché non ci preoccupiamo di capire come favorire la lettura nel luogo che dovrebbe creare i futuri lettori spontanei? Nessuno  parla mai del vuoto che ruota attorno alla scuola, spesso lasciata senza risorse e mai ancorata a un progetto di lungo respiro, in modo che vi siano cicli scolastici interi a goderne. Non parlo da persona che studia e pratica la letteratura. Mi metto nella veste di padre. I miei figli hanno terminato il ciclo della primaria, il primogenito anche delle medie. In questo periodo ho visto almeno una decina di dirigenti alternarsi, e sicuramente un numero sempre maggiore di progetti che comparivano e scomparivano. Gli insegnanti, zoccolo duro della scuola, facevano le acrobazie per lavorare all'interno delle regole a loro imposte, in continuo cambiamento. Ah, dimenticavo: sono passato attraverso la riforma Moratti e Gelmini. Direi che come varietà d'esperienza non è male in una sola decina di anni. E il bello deve ancora venire. Ho le superiori ad aspettarmi. Cosa accadrà?
Dopo queste considerazioni la domanda non può essere perché si legge poco e male, ma cosa sia necessario e urgente mettere in moto per favorire la lettura e la cultura extrascolastica (che però nasce nelle scuole) e capire cosa manca. Ma forse questo quesito non se lo porrà mai nessuno. Per un motivo semplice: è troppo pericoloso scoprire la verità!

La Madonna leggente

03/07/2012

Conoscevate l'esistenza della Madonna leggente, in questa figura dipinta dal Giorgione, quale topos artistico di origine rinascimentale? Sembra che non si tratti solo di una Maria intenta a leggere le sacre scritture, ma rappresenti il mondo femminile e il loro difficile accesso al mondo della lettura, in quegli anni appannaggio quasi esclusivamente maschile. Ho visto altri quadri raffiguranti figure sacre che leggono, ma mai assorte come in questo splendido dipinto. Leggere è un gesto evocativo di mondi paralleli contenuti nei testi, ma rappresentano anche chi li utilizza. In questo caso la lettrice è di tutto rispetto.

lunedì 19 giugno 2017

Il lettore vale quanto il libro?



02/11/2011

Ci sono cose per cui mi entusiasmo facilmente. Per i libri, prima di tutto, e poi per tutto ciò che ci sta intorno. Quando ho adocchiato il sito Libri in metro, ho provato quel mio solito entusiasmo difficile da contenere. L'idea è semplice: osservare chi legge in un metro di Roma e porre attenzione nella descrizione del lettore. Ma che utilità può avere? Pensare che la tipologia di un libro sia direttamente proporzionale alla personalità del suo lettore e cercare di averne una prova. Nulla di letterariamente alto, di scientificamente provato, ma il semplice piacere di provare a penetrare la mente di una persona osservando esteticamente il suo corpo, il suo abbigliamento, i suoi comportamenti e il libro che sta leggendo. Badate bene: leggendo, non tenendo in mano un libro. Piccola differenza, ma sostanziale. Perché chi legge anche in condizioni poco comode non può che suscitare interesse.

Un albero cresce a Brooklyn (9+)

04/11/2011

E' un classico della letteratura americana del Novecento questo libro di Betty Smith. Un albero cresce a Brooklyn ha qualcosa di magico nella descrizione delle quotidianità. E' considerata un Dickens americano, ma credo che il paragone sia riduttivo. Lo sguardo di Betty Smith sulla miseria umana, sulle piccole felicità che poi sono le grandi, hanno un tocco particolare. Forse per il fatto di essere una donna? Non so rispondere, non conosco altri testi di questa autrice che scriveva nel 1943 questo libro che  ebbe influssi su vari settori della cultura americana. C'è un brano che mi ha fatto capire quanto sia profonda questa sua capacità. Scrive nel libro:
 A Francie piaceva molto un gioco di sua invenzione che consisteva nell'immaginare che le persone somigliassero al loro animale e vicevera. I piccoli barboncini bianchi erano a quell'epoca gli animali di moda a Brooklin. La signora che possedeva un barboncino era in generale piccola, tozza, bianca, con gli occhi cisposi come il suo cane.
Questo brano non vi ricorda La carica dei 101? Chissà, magari Disney questo libro l'aveva letto anche lui.

mercoledì 14 giugno 2017

Elogio del libro e della lettura

16/06/2012


 A volte ho sognato che nel giorno del Giudizio, quando i grandi condottieri, i grandi avvocati e statisti si faranno avanti per ricevere le loro ricompense - le corone, gli allori, i nomi indelebilmente incisi su marmi imperituri - l'Onnipotente si rivolgerà a Pietro e gli dirà, non senza una certa invidia nel vederci arrivare coi nostri libri sotto braccio: 
"Vedi, questi non hanno bisogno di alcuna ricompensa. Qui non abbiamo nulla da offrirgli. Hanno amato leggere".

Virginia Woolf

Amanti dei libri che non vogliono leggere




27/03/2013

Leggendo ai bambini, mi è capitato di incontrarne alcuni con una caratteristica particolare: amano ascoltar leggere, ma non leggono da soli. Sono soprattutto maschi, decisamente svegli, capaci di tener alta l'attenzione per un lungo periodo di tempo pur di non perdersi una parola della lettura e hanno intorno ai 10 anni. Ho difficoltà a capirne il motivo. Certamente la lettura espressiva ha un suo fascino, che supera fortemente anche l'audiolibro, dato che la presenza fisica e l'interattività diventano determinanti. Ma questo, a mio avviso, non giustifica il mancato desiderio di leggere da soli. Ci vedo sotto un senso di insicurezza, magari legato al confronto che si può avere con la propria lettura e quella del lettore esperto. Oppure, semplice noia dettata dall'eccesso di stimoli che i bambini ricevono dai media. Eppure, credo che sia un segnale incoraggiante. Finché qualcuno amerà anche solo ascoltare le storie altrui la letteratura non avrà fine.